STALKING OVVERO “SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE

Per stalking (lett. perseguitare, dare la caccia) si intende l’agire di un soggetto, stalker, che, con comportamenti reiterati e ossessivi, pone in essere una vera e propria persecuzione nei confronti di un’altra persona (vittima), solitamente di sesso opposto. Le molestie sono compiute attraverso tentativi di comunicazione (telefonate, sms, e-mail, lettere, murales), appostamenti, pedinamenti, intrusioni nella vita privata, danneggiamenti di cose, fino ad arrivare alla violenza fisica sulla vittima stessa, e nei casi estremi all’omicidio c.d. “passionale”. Le vittime di stalking sono in prevalenza donne (86%), che si trovano a dover subire “molestie assillanti” da parte di conoscenti o colleghi, solitamente allo scopo di intraprendere una relazione sentimentale, ma più di frequente lo stalker è un ex partner, spinto dalla voglia di riallacciare una relazione conclusa o dal desiderio di vendetta per il “torto” generato dall’abbandono. Il comportamento dello stalker deve superare i limiti della normale tollerabilità, generando nella vittima una costante sensazione di ansia, che arrivi a compromettere il normale svolgimento di vita: cambiamento delle abitudini, di lavoro, di numero telefonico, nei casi più gravi, cambiamento di città.

Il disegno di legge n. 1440, con il quale vengono predisposte “misure idonee a contrastare i fenomeni persecutori”, è stato approvato alla Camera, il 29 gennaio 2009, ed è in attesa di approvazione definitiva al Senato. L’innovazione, che tale riforma dovrebbe introdurre, sta nel fatto di prevedere un reato specifico art. 612 bis, denominato “Atti persecutori”, simile ma non identificabile, allo stato normativo attuale, con i reati di percosse art. 581 c.p., lesione personale art. 582 c.p., ingiuria 594 c.p., diffamazione art. 595 c.p., violenza sessuale art. 609 bis, violenza privata 610 c.p., minaccia art 612 c.p., danneggiamento art 635 c.p.

Chi minaccia o molesta qualcuno in maniera ripetuta attraverso appostamenti, “incontri casuali”, inseguimenti, tentativi di comunicazione, minacce verbali, aggressioni fisiche rivolte alla persona o ai suoi familiari, ad amici o ad animali, potrà essere accusato del reato di atti persecutori. Lo stalking deve essere compiuto in modo consapevole, intenzionale e continuato, cioè deve perdurare per un intervallo di tempo considerevole (settimane, mesi, spesso a qualsiasi ora del giorno e della notte) tale da generare nella vittima uno stato di ansia e timore per la propria incolumità e per quella dei propri cari.

Secondo la nuova normativa la vittima di stalking potrà sporgere querela entro sei mesi dal compimento degli atti persecutori, ma si procederà d’ufficio (senza necessità di querela, che potrebbe esporre a “ripercussioni”la stessa vittima) per fatti commessi nei confronti di un minore o se ricorre una circostanza aggravante ex art. 339 c.p. Fino alla presentazione della querela, inoltre, la persona offesa può richiedere al questore, attraverso le autorità di pubblica sicurezza, che l’autore degli atti da stalking venga ammonito oralmente a tenere una condotta conforme alla legge.

La pena prevista va da sei mesi a quattro anni di reclusione ma è aumentata se il fatto è stato commesso contro un minore, una donna in stato di gravidanza o se il fatto è commesso dal coniuge separato o divorziato o da chi sia stato legato da relazione affettiva con la persona offesa. Se la condotta persecutoria sfocia nel delitto di omicidio la pena prevista è quella dell’ergastolo.

La persona offesa può costituirsi parte civile nel processo contro l’autore dello stalking al fine di richiedere un risarcimento, sia per i danni economici subiti, derivanti dal cambiamento delle abitudini di vita, sia per danno non patrimoniale (importante sentenza in materia è quella della Corte di Cassazione 11 novembre 2008 n.26972, in cui si afferma l’unicità della figura di danno non patrimoniale, che deve essere risarcito o in presenza di un fatto costituente reato, oppure nel caso di lesione dei diritti inviolabili della persona).

Si riporta il testo integrale del disegno di legge in materia di stalking, in attesa di approvazione definitiva al Senato:

DISEGNO DI LEGGE N. 1440 A – Misure contro gli atti persecutori

Art. 1.

(Modifiche al codice penale)

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) Salvo che il fatto costituisca più grave reato,dopo l’articolo 612 è inserito il seguente:

«Art. 612-bis. – (Atti persecutori). – È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di donna in stato di gravidanza o di un soggetto con disabilità, ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi, o da persona travisata, o con scritto anonimo.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di persona con disabilità, ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio»;

b) al primo comma dell’articolo 576, dopo il numero 5 bis) è aggiunto il seguente:

«5-1) dall’autore del delitto previsto dall’articolo 612-bis».

Art. 2.

(Ammonimento)

1. Fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all’articolo 612-bis del codice penale, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore.

2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente dell’ammonimento e al soggetto ammonito. Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.

2.bis. La pena per il delitto di cui all’articolo 612-bis del codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo.

3. Si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo.

Art. 3.

(Modifiche al codice di procedura penale)

1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 266, comma 1, lettera f), dopo la parola: «minaccia,» sono inserite le seguenti: «atti persecutori,»;

b) dopo l’articolo 282-bis sono inseriti i seguenti:

«Art. 282-ter. – (Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa). – 1. Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa.

2. Qualora sussistano ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi ovvero da tali persone.

3. Il giudice può, inoltre, vietare all’imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone di cui ai commi 1 e 2.

4. Quando la frequentazione dei luoghi di cui ai commi 1 e 2 sia necessaria per motivi di lavoro ovvero per esigenze abitative, il giudice prescrive le relative modalità e può imporre limitazioni.

Art. 282-quater. – (Obblighi di comunicazione). – 1. I provvedimenti di cui agli articoli 282-bis e 282-ter sono comunicati all’autorità di pubblica sicurezza competente, ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti in materia di armi e munizioni. Essi sono altresì comunicati alla parte offesa e ai servizi socio-assistenziali del territorio»;

c) al comma 1-bis dell’articolo 392, le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;

d) al comma 5-bis dell’articolo 398:

1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;

2) le parole: «vi siano minori di anni sedici» sono sostituite dalle seguenti: «vi siano minorenni»;

3) le parole: «quando le esigenze del minore» sono sostituite dalle seguenti: «quando le esigenze di tutela delle persone»;

4) le parole: «l’abitazione dello stesso minore» sono sostituite dalle seguenti: «l’abitazione della persona interessata all’assunzione della prova»;

e) al comma 4-ter dell’articolo 498:

1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;

2) dopo le parole: «l’esame del minore vittima del reato» sono inserite le seguenti: «ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato».

Art. 4.

(Modifica all’articolo 342-ter del codice civile)

1. All’articolo 342-ter, terzo comma, del codice civile, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «un anno».

Art. 5.

(Misure a sostegno delle vittime del reato di molestie insistenti)

1. Le forze dell’ordine, i presìdi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia di reato di atti persecutori, di cui all’articolo 612-bis del codice penale, introdotto dall’articolo 1 della presente legge, hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai Centri antiviolenza presenti sul territorio, ed in particolare nella zona di residenza della vittima. Le forze dell’ordine, i presìdi sanitari e le istituzioni pubbliche provvedono a mettere in contatto la vittima con i Centri antiviolenza, qualora ne faccia espressamente richiesta.

Art. 6

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 7.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Si segnalano siti web di interesse per tale argomento:

http://www.stalking.it/

http://www.benessere.com

http://www.mentesociale.it

http://www.pariopportunita.gov.it

(questo articolo è stato redatto dalla dott.

Sara Bellantoni : sarabellantoni@alice.it

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5 thoughts on “STALKING OVVERO “SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE

  1. L’ Italia è l’unico paese al mondo che legalizza il
    mal comportamento, il malcostume, le scorrettezze, i capricci ed i vizi
    delle donne, le quali hanno seminato in questi ultimi 30 anni solo
    solitudine e frustrazione tra gli uomini….gli uomini che soffrono la
    solitudine perché eternamente rifiutati, hanno il diritto di insistere
    affinché vengano accettati ….! Le donne devono imparare ad accettare
    con coerenza gli uomini che soffrono la solitudine specialmente se di
    animo nobile e di buoni sentimenti, invece di fare sempre al
    contrario…la donna a causa della sua profonda ignoranza si diverte a
    torturare psicologicamente spesso gli uomini che non lo meritano
    sinceri ed onesti. Questa legge gli fornisce un arma in più per finire
    di distruggere quel poco di onestà che c’è rimasta nell’uomo e per
    favorire al massimo l’ipocrisia che ha costruito questo mondo “Finto”
    dove conta solo l’apparenza fisica ed il denaro.
    Uomini veri ribellatevi..!!!

  2. Le donne tutte poverine vero?? Ma guarda un po’!… Vorrei tanto
    sapere se loro sanno che significa trascorrere un sabato sera da
    sole…andare in bianco per anni…solo poche che lo sanno…Invece gli
    uomini soli, tantissimi in Italia (forse il 40%) in astinenza
    affettiva/sessuale forzata imposta dalle donne che li rifiutano a causa
    della loro non corrisposta presenza fisica od economica i quali
    insistono per colmare il bisogno d’amore che gli manca…. NON devono
    essere perseguitati da questa ulteriore legge truffa solo a tutela
    della donna!!! L’ Italia è l’unico paese al mondo che legalizza il
    mal comportamento, il malcostume, le scorrettezze, i capricci ed i vizi
    delle donne, le quali hanno seminato in questi ultimi 30 anni solo
    solitudine e frustrazione tra gli uomini….gli uomini che soffrono la
    solitudine perché eternamente rifiutati, hanno il diritto di insistere
    affinché vengano accettati ….! Le donne devono imparare ad accettare
    con coerenza gli uomini che soffrono la solitudine specialmente se di
    animo nobile e di buoni sentimenti, invece di fare sempre al
    contrario…la donna a causa della sua profonda ignoranza si diverte a
    torturare psicologicamente spesso gli uomini che non lo meritano
    sinceri ed onesti. Questa legge gli fornisce un arma in più per finire
    di distruggere quel poco di onestà che c’è rimasta nell’uomo e per
    favorire al massimo l’ipocrisia che ha costruito questo mondo “Finto”
    dove conta solo l’apparenza fisica ed il denaro.
    Uomini veri ribellatevi..!!!

  3. mi piace pensare allo stolking come a un problema in cui nonc’è sesso . c’è un carnefice e c’è una vittima . C’è uno/a che ha dei problemi psichiatrci e c’è chi non si è accorto/a con chi ha avuto a che fare fino a quando non si è manifestato con le molestie .Un amore finito …quanti sono gli amori finiti quante delusioni o inganni…Il punto che non acettare che l’altro/a non ti voglia più è uno smacco molto grosso pesante troppo pesante da sopportare . Ilpunto è che lo stolker non si rende conto che non può avere amore obbligando l’altro /a .Così diventa carnefice anche di se stesso Entrambi non vivono più e lo stoker è disposto ad arrivare a tutto distruzione di tutto ciò che fa parte della vita della sua vittima che i dati dicono sia spesso più donna che uomo

  4. mi chiamo gianni ho 52 anni sono stato sposato per 27 anni da 11 mesi sono separato ho un figlio di 26 anni collaudatore di aerei e una figlia di 22 anni ultimo anno di psico pedagogico una nipotina di 18 mesi sono un decoratore ho speso tutti i miei guadagni per costruire una casa su un terreno di mio suocero fidandomi della sua parola che avrebbe messo anche il mio nome sull’att0 notarile oltre quello di mia moglie parlo solo di quello che io ho costruito,dopo 27 anni vengo a scoprire che sull’atto c’e solo il nome di mia moglie la suocera ripete insistentemente che non e casa mia scopro che mia moglie ha dei conto correnti intestati a lei chiedo di aiutarmi che sono in difficolta economiche con il lavoro perche i clienti non pagano i figli non prendono provvedimenti cado in depressione non riesco piu a parlare con nessuno mando dei messaggi di aiuto a mia moglie ripeto di aiuto vengo querelato da mia moglie per stolking conclusione condannato a 10 mesi piu 10 mila euro perche si e costituita parte civile adesso ho fatto ricoprso in appello. io non ho parole sono d’accordo con giorgio quel po di onesta te la fanno perdere poi sentiamo quelle brutte notizie,adesso mi ritrovo senza lavoro senza casa e senza famiglia mia moglie ha un’azienda una casa ecc.ecc. ma la legge non sta dalla parte del piu debole e giusto?

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